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Storia di un piccolo gesto di solidarietà

By 6 aprile 2021Arte

La nostra società è molto simile a una volta di pietre: cadrebbe, se le pie­tre non si sostenessero reciprocamente.
(Seneca)

Mi piace iniziare con questa frase di Seneca, perché si accosta perfettamente allo spirito che ha animato una iniziativa di solidarietà che ho deciso di intraprendere, in favore dell’associazione Bayty Baytik di Palermo.

Bisogna dire che conoscevo già questa associazione da diversi anni e sapevo in che modo si spendono per aiutare le persone che vivono ai margini della società, spesso vittime di abusi o di pregiudizi.
Il loro impegno negli ultimi anni si è rivolto in particolare allo ZEN di Palermo (zona espansione Nord), quartiere dimenticatoio della città più grande della Sicilia.

In questi mesi, sono venuto a sapere, che avevano deciso di avviare un progetto di economia circolare. Progetto utile a creare nuove opportunità di lavoro, proprio in quel luogo in cui non esistono pari opportunità.

Un po’ perché il tema dell’economia circolare mi sta a cuore, un po’ perché in questo momento sento che c’è bisogno di gesti forti di vicinanza e di umanità… ho deciso di creare un’asta di beneficenza in loro favore, con delle sculture che non facevano parte di una serie in particolare. Ma che erano state create nel periodo del lockdown, in cui la lontananza con il resto del mondo era forte e i sentimenti che le accompagnavano generavano in me emozioni contrastanti.

Questa iniziativa ha suscitato l’interesse della galleria Raffaello, di cui faccio parte. Ma anche di Emme Reports, che ha avuto l’idea di scrivere 2 articoli, uno sulle opere, grazie al contributo di Massimiliano Reggiani e di Monica Cerrito (lo puoi leggere qui) e uno sul lavoro di Bayty Baytik (leggi qui). Nell’ultima settimana, anche Club Uniti si è aggiunta alla lista dei sostenitori.

Come sempre, al di là dei sostegni economici che sono arrivati alla fine dell’asta, quello che resta sono le relazioni che si creano tra esseri umani. Credere nella generosità oggi, è il più grande atto di fede che si possa fare.

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