Secondo un’antica leggenda, in origine vi era una sola anima che in un dato momento esplose, fino a dividersi in innumerevoli frammenti. Ogni forma vivente è abitata da un frammento di questa anima che anela al ricongiungimento con la sua parte mancante. Per questo motivo, la nostra esistenza è caratterizzata dalla ricerca dell’altro, dalla vicinanza con altre esistenze. Sia per alleviare il senso di solitudine che per la necessità di colmare i bisogni archetipici dell’amare e dell’essere amati.

La scultura di Alberto Criscione racconta proprio questo desiderio di vicinanza, in un periodo in cui la distanza è la cifra del nostro quotidiano.

Scrive Massimiliano Reggiani:
“Fratello dove sei?” è un’opera di relazione, due corpi, uno il riflesso dell’altro, il duplice aspetto di un’unica identità: il bianco e il nero, il dritto e il rovescio, ogni figura poggia sul colore opposto. L’individuo difeso da una maschera in gomma che nasconde il volto, la persona che con il proprio gesto cerca un contatto protendendo la mano e il suo slancio aperto al mondo diventa esso stesso trasparenza e trasforma la materia. La gomma isola, diventa maschera funeraria, calco di un progenitore indossata per divenire stirpe. Uno dalla terra si fa luce, l’altro dalla levità cerca radice e ancor più affonda nella propria storia per trovare equilibrio e reggersi su di un consapevole passato.

Tecnica: Scultura in argilla semi-refrattaria e resina trasparente
Dimensioni: 50 (h) x 48 x 18 cm

Commenti

Leave a Reply