Economia circolare nell’arte? Sì, grazie.

By 20 aprile 2020Video

Tra i miei tanti interessi ce né uno di grande attualità, in cui ancora il mondo dell’arte non è entrato a pieno.
È quello che riguarda l’economia circolare.

Da anni, cerco di seguire un metodo di economia degli spazi e dei materiali utilizzati; prestando grande attenzione per ciò che è l’impatto ambientale del mio lavoro.
Questo mio interesse ha trovato un punto di unione con un progetto HELIOS, il quale prevede una collaborazione tra varie aziende dei paesi del bacino del Mediterraneo.

Il mio ruolo in questo progetto è di tipo formativo, attraverso lezioni da sviluppare all’interno del progetto, ma non si limita solo all’attenzione relativa all’impatto ambientale, di ciò che avviene tra le mura di uno studio d’arte.
Piuttosto cerca di aprire un dialogo con altre realtà, che sono interessate ai materiali di scarto della lavorazione di un oggetto o che sono disposte a devolvere materie prime, utili per la creazione di opere d’arte/artigianato.

È vero che l’argilla è una materia prima. Ma è anche vero che è possibile riutilizzarla all’infinito. Anche da cotta si può usare come materiale inerte per costruzioni o come carico per resine e collanti.
Siamo ancora all’inizio di un percorso lungo, per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro, più attenti alla salvaguardia degli ecosistemi.

In questa chiacchierata con Alessandro Pernice e Simone Marsala (co-autori del progetto HELIOS), parlo proprio del mio lavoro e dò dei brevissimi accenni di quale può essere l’approccio fondamentale per iniziare a cambiare modus operandi, certo che stiamo parlando di un percorso che dobbiamo intraprendere tutti insieme.

Il luogo che ci ha ospitati è neu[nòi] un coworking con base a Palermo. Da sempre interessato al “fare impresa” inteso come strumento di coesione sociale.
Ma neu[nòi] è tanto altro. Per me è stato anche spazio espositivo, difatti in questo luogo ho esposto le mie opere in due occasioni, nel 2015 per il progetto Agorà e nel 2018 con Myth Reloaded.

Tra le realtà con cui collaboro c’è anche Pura Vita – Casale Officinale. Un luogo meraviglioso nel cuore del Parco delle Madonie, in cui due giovani hanno deciso di intraprendere un percorso di autoproduzione e di “formazione consapevole”, lavorando alle buone pratiche dell’ecosostenibilità e della permacultura.
In questo luogo ho creato una fornace in stile primitivo, che abbiamo utilizzato per vari workshop di ceramica, uniti a discipline orientali di meditazione in movimento.

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